Che cosa è il paraolio

Il paraolio è un elemento frequente all’interno di numerose categorie di impianto. Il suo principale ruolo – al di là delle differenti declinazioni tecniche e sostanziali – è relativo alla sua attribuzione di elemento di tenuta per prodotti lubrificanti, tra due altri elementi che abbiano superfici tendenzialmente cilindriche.

Anche se il suo nome è quello di “paraolio“, ne deriva che questo componente può essere in grado di consentire la tenuta anche di differenti tipologie di prodotti lubrificanti, come ad esempio il grasso.

Esistono inoltre anche dei paraoli che funzionano a secco, e che sono progettati per una tenuta pneumatica.

Caratteristiche dei paraoli

Il paraolio è un elemento piuttosto versatile, declinabile sulla base delle specifiche caratteristiche dell’impianto che contribuirà a realizzare. Tra i vari elementi determinanti vi saranno naturalmente i movimenti che dovranno accompagnare e reggere, come le rotazioni assiali (come avviene nella maggior parte delle applicazioni) e gli scorrimenti assiali (tipico di molti veicoli).

LEGGI  Paraolio in Viton, un componente di qualità top per i prodotti lubrificanti

Al di là della differente specificità di movimento, un punto in comune dei paraoli è che sono progetti per poter permettere alla parte interna dello stesso elemento di fungere da tenuta, per una migliore resa nel tempo e per una migliore tenuta massima.

Per quanto concerne le altre caratteristiche tipiche del paraolio, ricordiamo come il corpo sia composto da una struttura metallica, che permetta all’elemento di conferire una discreta resistenza e stabilità dello stesso. Un altro elemento che può essere facilmente oggetto di personalizzazione è il labbro, il componente che ne garantisce la tenuta e che è tendenzialmente coadiuvato da una molla che può migliorarne positivamente le prestazioni nel tempo: doppio o associato a un altro labbro (qualora ne ricorrano le necessità o le preferenze), il labbro a seconda della differenza di pressione può essere definito a basso o ad alta pressione. È inoltre possibile che il labbro possa lavorare senza lubrificante, in alcuni specifici impianti.

LEGGI  O-ring realizzati in elastomero: cosa significa?

Tra gli altri dispositivi di caratterizzazione del paraolio ricordiamo infine gli anelli antiestrusione, utili per poter migliorare la tenuta del paraolio in condizioni di pressione piuttosto elevata: richiedono tuttavia dei paraoli con conformazioni particolari, poichè questo elemento, posto a tenuta nella parte esterna, deve giungere in prossimità del labbro di tenuta e sfiorare l’elemento in cui scorre il paraolio.

LEGGI  Meccanismo di tenuta dinamica dei paraoli per alberi

Ricordiamo altresì che nel caso in cui il paraolio sia contraddistinto da un doppio labbro, quello più importante sarà quello interno, ovvero quello a cui è demandato il compito di una maggiore tenuta: quello esterno svolge invece principalmente le funzioni di supporto, ed evita che lo sporco possa contribuire a far degenerare rapidamente la funzione del paraolio.

A questo punto, se volete saperne di più vi consigliamo di contattare il nostro staff di consulenti e domandare ogni maggiore informazione sui paraoli più adatti per il vostro impianto di riferimento. Utilizzate pertanto i contatti a margine per qualsiasi informazione, e navigate nel nostro ampio catalogo per poter individuare l’elemento più idoneo a soddisfare le vostre esigenze!

X